Il nostro Progetto in Africa Equatoriale

 

FINALITA’ PRIMARIA DEL PROGETTO HELP3

Mettere in grado il personale medico-infermieristico locale ( in alcune aree della TANZANIA e dell’ UGANDA) di accrescere le proprie conoscenze  in particolare sulla anemia a cellule falciformi (=ACF, grave anemia legata ad un difetto nella sintesi della emoglobina)  e di  lavorare autonomamente ottenendo  anche in  Africa per la ACF gli stessi buoni risultati conseguiti  con cure adeguate negli ultimi 10-20 anni nei paesi ad alto tenore economico

PERCHE’ CURARE  l’ACF  FIN DALL’ETA’ PEDIATRICA

Tale patologia  è nota per essere la più frequente “anemia  ereditaria” nel mondo ma la  sua incidenza maggiore riguarda i Paesi dell’Africa subsahariana (vedi  Patologia che vogliamo curare nel settore “CHI SIAMO” -LINK). E’ stato stimato che l’ ACF sia  la terza patologia più diffusa in Africa, subito dopo l’infezione da HIV e  Malaria. La mortalità infantile (sotto i 5 anni di età) per queste due ultime patologie, oggi in gran parte curabili,  è scesa in Africa sotto il 20% (dati OMS) ; la mortalità infantile dell’ACF varia dal 60 al 90% in quanto patologia non ancora oggetto di cure adeguate.

Abbiamo concentrato la nostra attenzione  alla cura di  questa patologia in linea con le affermazioni dell’OMS e dell’Unesco (2006) che sottolineano come sia necessario diminuire la mortalità infantile anche nelle cosiddette patologie non trasmissibili (“non communicable diseases”) la più frequente delle quali è proprio l’ACF basti pensare che la sua incidenza è 10 volte superiore alle leucemie/tumori dell’età pediatrica.

CONTESTO e BENEFICIARI del PROGETTO

I primi contatti iniziati da parte del Dott. Uderzo nel 2012 nella zona di DODOMA  ,capitale politica della  TANZANIA , e proseguiti nel 2014 e 2015 in aree ad alta incidenza di ACF ( in particolare la regione  dell’Uganda  accanto al Lago Vittoria , dell’Ovest  Tanzania ed infine dell’Est Tanzania) come descritto nel settore “testimonianze” (LINK).

Scopi e modalità d’intervento del progetto HELP3  sono stati illustrati  al personale locale medico-infermieristico ma anche ai responsabili del Dipartimento del Ministero della Sanità per le “malattie non contagiose” ( Dottoressa Mariam Kalomo a Dar Es Salaam ) e  del  Ministero della Sanità di Zanzibar .

CINQUE  gli Ospedali nei quali abbiamo voluto intervenire (uno in Uganda e quattro in Tanzania) aventi  in carico  in tutto circa 5000 bambini affetti da ACF  di cui solo  70 risultavano curati adeguatamente prima del nostro intervento

**Beneficiari diretti dell’intervento diagnostico da parte di HELP3 : l’ospedale S. Gemma (Miyuji, Dodoma) e Mnazi Mmoja (Zanzibar) ancora oggi  privi di strumenti diagnostici standard (Elettroforesi della Emoglobina)

**Beneficiari Diretti dell’intervento terapeutico  da parte di HELP3 :  400 pazienti con ACF in età pediatrica , qui specificati :

  1. In TANZANIA :

St. Gemma Hospital – Miyuji- DODOMA : 75 pazienti ; W. Bugando  Medical Center, University – MWANZA : 100 pazienti; Muhimbili University hospital ,Dar Es Salaam:  100 pazienti; Mnazi Mmoja referral hospital, Zanzibar :  75 pazienti )

  1. in UGANDA : St. Mary’s Hospital-Lacor, GULU: 50 pazienti

 

STRATEGIA d’INTERVENTO  nel quinquennio  2014 – 2019

**Partecipazione attiva da parte di personale medico-infermieristico di due Ospedali Universitari dell’Area Lombarda , l’Ospedale S. Gerardo di Monza, e l’Ospedale S. Raffaele di Milano , entrambi con  particolare competenza nell’ambito della cura di  malattie onco-ematologiche e del trapianto di cellule staminali emopoietiche.

** Supporto per l’acquisto del farmaco IDROSSIUREA essenziale per  migliorare la sopravvivenza e la qualità di vita  dei bambini affetti da ACF

** Fornitura di un DATA BASE per il Follow up dei pazienti mediante informatizzazione della cartella clinica

** Supporto professionale/scientifico per la formazione del personale locale medico-infermieristico creando una “metodologia” di lavoro e di valutazione comune (Linee guida comuni, istituzione di un Registro dei  pazienti)

** Supporto per il potenziamento dei servizi della  banca del sangue e/o di laboratorio (per la diagnostica della ACF o altre patologie ematologiche dell’infanzia come le leucemie)

** Supporto a medici e infermieri “in loco” tramite  videoconferenze ( via Skype) per discussioni di casi clinici  o con  brevi stages per monitorare e migliorare i risultati delle terapie.

** Avvio e realizzazione di un progetto per la“Start up” di un Centro trapianto di midollo osseo per ottenere la guarigione definitiva della ACF  in uno dei 5 Ospedali da noi seguiti