DOVE OPERIAMO

La Tanzania (Statistiche sulla salute in Tanzania , Fonte World Healt Organization)

La Tanzania è classificata dalla  Banca Mondiale fra i 10 paesi più poveri del mondo. E’ grande circa tre volte l’Italia. Ha una popolazione di circa 50 milioni di abitanti, è costituita da più di 120 etnie.  Il 60% dei tanzaniani vive con meno di 2 dollari al giorno. L’economia dipende dall’agricoltura, che rappresenta la metà del PIL. Il 60 % della popolazione è privo di elettricità, il 40 % non ha accesso all’acqua potabile. 

La Salute

In Tanzania le precarie condizioni igienico-sanitarie aggravano ulteriormente la situazione dei più deboli. Il tasso di mortalità neonatale è di 54 ogni 1.000 bambini nati vivi. La speranza di vita è di circa 60 anni. La causa principale di morte nei bambini che sopravvivono al periodo neonatale è la malaria , per gli adulti è l’AIDS . Altre cause di morte nei bambini sono l’anemia a cellule falciformi , la polmonite e la diarrea.La media dei dottori per numero di abitanti è 1/ 25.000, rispetto a 1/400 negli Stati Uniti (2008).

Uganda (Statistiche sulla salute in Uganda , Fonte World Health Organization)

L’Uganda coi sui 241.038 km² è grande quasi come l’Italia . La popolazione ugandese, secondo una stima del 2013, ammonta a quasi 36 milioni di abitanti e il 50% ha un’età’ inferiore ai 15 anni.
Il tenore di vita della popolazione ugandese è molto basso; la metà vive con meno di 1 dollaro al giorno. L’agricoltura rappresenta il 67% dell’economia ed impiega il 90% della forza lavoro.
Ancora nel 2012 il 33% non aveva accesso all’acqua potabile.

La Salute

La mortalità infantile è altissima
( 69 su 1000 nascite) e l’aspettativa di vita è pari a circa 57 anni, nonostante significativi miglioramenti nell’ultimo decennio.
Sono stati conseguiti importanti successi nella lotta all’ AIDS , ma si stimano 1,2 milioni di bambini orfani a causa di questa malattia.
E’ stata debellata l’epidemia Ebola grazie al contributo dell’ospedale St Mary che è stato il principale protagonista della lotta contro il virus.

Il sistema sanitario locale è  comunque quasi ovunque carente per quanto riguarda il personale, le attrezzature mediche e la disponibilità di farmaci specifici.

HELP3 collabora con alcuni ospedali in Tanzania e in Uganda.

In Tanzania:

  • il Bugando Medical Centre, polo universitario di medicina, inaugurato nel 1971 nella città di Mwanza, a sud del grande lago Victoria
  • il St.Gemma Hospital a Dodoma, la nuova capitale amministrativa, fondato da suor Gemma nel 2000
  •   il “Muhimbili University of Health and Allied Sciences (MUHAS)” “di Dar es Salaam, istituito da una legge del Parlamento, la legge n 9 del 1991, quando l’allora Facoltà di Medicina è stata aggiornata a un collegio.
  • il Mnazi Mmoja referral Hospital , l’ospedale principale dell’arcipelago di Zanzibar. Si trova presso l’area Mnazi Mmoja appena fuori Stone Town, il centro storico di Zanzibar Town.

In Uganda il nostro riferimento è il prestigioso St. Mary Lacor Hospital di Gulu,  fondato nel 1959 dai padri Comboniani, che è stato protagonista della lotta contro il virus Ebola nel 2007, riuscendo a limitarne la diffusione altrove.

Tutti questi ospedali sono accomunati dalla grande cura e attenzione per i bambini,  il cuore della nostra azione.
A loro è dedicato il progetto di HELP3 contro l’anemia a cellule falciformi (SCD).

Il contesto di riferimento:

i paesi dove operiamo nell’Africa subsahariana

 

La Tanzania

La Tanzania è classificata dalla  Banca Mondiale fra i 10 paesi più poveri del mondo. E’ grande circa tre volte l’Italia. Ha una popolazione di circa 47 milioni di abitanti, costituita da più di 120 etnie.  Il 60% dei tanzaniani vive con meno di 2 dollari al giorno. L’economia dipende dall’agricoltura, che rappresenta la metà del PIL. Il 60 % della popolazione è privo di elettricità, il 40 % non ha accesso all’acqua potabile. 

La Salute

In Tanzania le precarie condizioni igienico-sanitarie aggravano ulteriormente la situazione dei più deboli. Il tasso di mortalità nei primi 5 anni di vita è di 54 ogni 1.000. La speranza di vita è di circa 60 anni. La causa principale di morte nei bambini che sopravvivono al periodo neonatale è la malaria , per gli adulti è l’AIDS . Altre cause di morte nei bambini sono l’anemia, la polmonite e la diarrea.La media dei dottori per numero di abitanti è 1/ 25.000, rispetto a 1/400 negli Stati Uniti (2008).

Statistiche sulla salute in Tanzania (Fonte World Healt Organization)

Tanzania Healt Profile ( WHO , pdf)

L’Uganda

L’Uganda coi sui 241.038 km² è grande quasi come l’Italia . La popolazione ugandese, secondo una stima del 2013, ammonta a quasi 36 milioni di abitanti e il 50% ha un’età’ inferiore ai 15 anni.
Il tenore di vita della popolazione ugandese è molto basso; la metà vive con meno di 1 dollaro al giorno. L’agricoltura rappresenta il 67% dell’economia ed impiega il 90% della forza lavoro.
Ancora nel 2012 il 33% non aveva accesso all’acqua potabile.

La Salute

La mortalità infantile è altissima
( 69 su 1000 nascite) e l’aspettativa di vita è pari a circa 57 anni, nonostante significativi miglioramenti nell’ultimo decennio.
Sono stati conseguiti importanti successi nella lotta all’ AIDS , ma si stimano 1,2 milioni di bambini orfani a causa di questa malattia.
E’ stata debellata l’epidemia Ebola grazie al contributo dell’ospedale St Mary che è stato il principale protagonista della lotta contro il virus.

Il sistema sanitario locale è  comunque quasi ovunque carente per quanto riguarda il personale, le attrezzature mediche e la disponibilità di farmaci specifici.

Statistiche sulla salute in Uganda (Fonte World Health Organization)

Uganda Healt Profile ( WHO, pdf)